00 01/04/2007 23:23
Come dice la recensione... è molto delicato e dolce, ma quando deve "picchiare" lo fa eccome... fa vedere molto bene tutto quello che può capitare a una tigre a causa dell'egoismo dell'uomo... praticamente tutti gli uomini che compaiono sono terribilmente meschini e crudeli...
Le scene iniziali sono così toccanti che sembra di stare davanti a un quadro perfetto...che poi ovviamente l'uomo insanguinerà con un fucile.
Mentre tutto il film, secondo me, è molto realistico (anche se non sono esperta nella psicologia delle tigri) il lieto fine è... bhè, un po' improbabile...ma ci voleva... nel senso: è come se il regista ammiccasse e ti dicesse: ok, fino a qui ti ho fatto vedere la realtà in tutta la sua durezza. Ma questa è una favola, facciamo che il sogno vinca e che tutto ritorni splendido...o perlomeno io ho avuto quest'impressione...

E' bellissimo anche "l'orso", non sapevo che era lo stesso regista... [SM=x1169448]



Spuntarono le prime stelle. Non sapeva che si chiamava Rigel, ma la vide. E sapeva che presto sarebbero spuntate tutte e che ci sarebbero stati tutti i suoi amici lontani. "Anche il pesce è mio amico"disse ad alta voce. "Non ho mai visto e mai sentito parlare di un pesce simile. Ma devo ucciderlo. Sono contento che non dobbiamo cercare di uccidere le stelle". Pensa se ogni giorno un uomo dovesse cercare di uccidere la luna, pensò. La luna scappa. Ma pensa se ogni giorno uno dovesse cercare di uccidere il sole...siamo nati fortunati, pensò. Poi gli dispiacque che il grosso pesce non avesse nulla da mangiare e il dispiacere non indebolì mai la decisione di ucciderlo. A quanta gente farà da cibo, pensò. Ma sono degni di mangiarlo? No, no di certo. Non c'è nessuno degno di mangiarlo, con questo suo nobile contegno e questa sua grande dignità.
Non capisco queste cose, pensò. Ma è una fortuna che non dobbiamo cercare di uccidere il sole o la luna o le stelle.

Basta già vivere sul mare e uccidere i nostri veri fratelli.
E. Hemingway, "Il vecchio e il mare"



Quando brillava il vespero vermiglio,
e il cipresso parea oro, oro fino,
la madre disse al piccoletto figlio:
"Così fatto è lassù tutto un giardino".
Il bimbo dorme e sogna i rami d'oro,
gli alberi d'oro, le foreste d'oro,
mentre il cipresso nella notte nera
scagliasi al vento, piange alla bufera
Giovanni Pascoli



Da bambino volevo guarire i ciliegi
quando, rossi di frutti, li credevo feriti
la salute per me li aveva lasciati
coi fiori di neve che avevan perduti...
e un sogno fu un sogno ma non durò poco
per questo giurai che avrei fatto il dottore
e non per un Dio ma nemmeno per gioco,
perchè i ciliegi tornassero in fiore,
perchè i ciliegi tornassero in fiore
F. de Andrè